Ralf Rangnick ha respinto con nettezza le accuse di manovra concordata dopo il pareggio per 3-3 con l’Algeria, definendo impossibile programmare un pareggio così, nei minuti di recupero, e arrivando a paragonare la situazione a un film di Alfred Hitchcock. Subito dopo anche Vladimir Petkovic ha bollato le polemiche: la partita è stata regolare e «nessuno voleva pareggiare», ha detto l’allenatore algerino.
Per chi non ha seguito la vicenda dall’inizio, la sfida è terminata 3-3 e ha qualificato entrambe le nazionali per i sedicesimi di finale. Dopo le nuove dichiarazioni dei due ct, il tema è rimasto al centro del dibattito pubblico, ma le versioni ufficiali convergono sulla regolarità del match.
Sul piano sportivo c’è anche spazio per i numeri personali: Marko Arnautovic è entrato nel club ristretto dei calciatori che hanno segnato più di un gol in una Coppa del Mondo dopo i 37 anni, un traguardo che aggiunge un capitolo personale alla serata convulsa.
La vicenda ora lascia spazio al tabellone: l’Austria affronterà la Spagna il 2 luglio a Los Angeles, mentre l’Algeria se la vedrà con la Svizzera il 3 luglio a Vancouver. Due impegni che chiudono rapidamente ogni discussione teorica e riportano l’attenzione sul campo, con le rispettive squadre chiamate a confermare sul rettangolo verde quanto sostenuto a parole dai propri allenatori.
Resta da vedere come evolverà il confronto sull’opinione pubblica e se i protagonisti riusciranno a trasferire sulla partita contro Spagna e Svizzera la chiarezza esibita nelle dichiarazioni post partita.

