La Copa del Rey 2026 parla basco e ha un forte accento italiano. La Real Sociedad conquista il trofeo al termine di una finale spettacolare contro l’Atletico Madrid, piegato solo ai calci di rigore dopo una battaglia intensa e ricca di colpi di scena. Protagonista assoluto il portiere Marrero, decisivo con due parate su Sorloth e Julian Alvarez che hanno consegnato ai txuri-urdin la quarta coppa nazionale della loro storia.
È una vittoria che porta la firma anche di Rino Matarazzo, tecnico nato negli Stati Uniti da famiglia italiana, capace di compiere un’autentica impresa. Arrivato a dicembre con la squadra a ridosso della zona retrocessione, ha ribaltato la stagione fino a conquistare il primo trofeo della sua carriera, diventando il primo allenatore americano a vincere nei top cinque campionati europei e il terzo italiano a sollevare la Coppa del Re dopo Ranieri e Ancelotti.
La partita si apre con un lampo immediato della Real Sociedad: azione fulminea e vantaggio firmato Barrenetxea dopo pochi secondi, il gol più veloce nella storia della competizione. L’Atletico reagisce e trova il pari con Lookman, abile a finalizzare un’azione orchestrata da Griezmann, ma prima dell’intervallo i baschi tornano avanti grazie al rigore trasformato da Oyarzabal, causato da un’uscita scomposta di Musso.
Nella ripresa cambia completamente l’inerzia del match. L’Atletico alza il ritmo e assedia l’area avversaria, trovando il 2-2 all’83’ con una giocata di altissima qualità di Julian Alvarez. I colchoneros sfiorano più volte il vantaggio, ma tra imprecisione e interventi difensivi si arriva ai tempi supplementari, dove regna l’equilibrio.
Dal dischetto emerge tutta la freddezza della Real Sociedad e soprattutto la classe di Marrero, che diventa l’eroe della serata. Le sue parate spingono i baschi verso un trionfo storico, celebrato da un popolo intero e da un allenatore che ha saputo trasformare una stagione complicata in un sogno indimenticabile.
Una vittoria che va oltre il campo: è la storia di un gruppo, di un progetto rinato e di un allenatore capace di scrivere una pagina memorabile del calcio europeo.
