La Sampdoria ritrova finalmente il sorriso. Nel posticipo della 13ª giornata di Serie B, i blucerchiati battono 1-0 la Juve Stabia e colgono un successo fondamentale dopo oltre un mese e mezzo di astinenza. Una vittoria che vale doppio, perché permette ai doriani di abbandonare l’ultimo posto in classifica — ora occupato dallo Spezia — e di rilanciare una stagione finora complicata, segnata da risultati altalenanti e da un rendimento offensivo limitato. A decidere la partita è il rigore realizzato da Massimo Coda al 58’, una firma speciale: è il suo gol numero 140 in Serie B, un record che consolida ulteriormente il suo primato come miglior marcatore nella storia del torneo cadetto.
La gara parte piano, con poche emozioni nei primi minuti e una Juve Stabia organizzata nel difendere la propria metà campo. La Samp cresce con il passare del tempo e, dopo il ventesimo, si accende: Candellone impegna Ghidotti con un tiro pericoloso, poi Depaoli trova una traiettoria velenosa che costringe la traversa a salvare Confente. La squadra di Gregucci ci prova anche con Coda, che al 37’ colpisce un altro legno con una splendida conclusione al volo, sebbene l’azione fosse in offside.
Nella ripresa il match cambia volto. Al 58’ il Var richiama l’arbitro per una trattenuta in area di Ruggero, che già ammonito rimedia il secondo giallo e lascia la Juve Stabia in dieci. Dal dischetto, Coda è glaciale e porta avanti la Samp con un’esecuzione perfetta. È il gol che rompe l’equilibrio e ribalta l’inerzia psicologica della partita.
Nonostante l’inferiorità numerica, la squadra campana non si arrende e al 73’ sfiora il pareggio con Mosti, che spreca una grande occasione a tu per tu con Confente. La Samp, però, mostra solidità e gestione nei minuti finali, tenendo il campo con ordine e portando a casa un successo preziosissimo.
Con questi tre punti i blucerchiati salgono a quota 10 e riaprono uno spiraglio importante nella lotta salvezza. La Juve Stabia resta invece ferma a 17, recriminando per il blackout che ha portato al rigore decisivo e all’espulsione di Ruggero. Marassi, intanto, torna ad applaudire la propria squadra, che ritrova fiducia e slancio dopo settimane difficili.
