Una domenica di Serie A che si chiude con una partita elettrica, intensa e carica di colpi di scena. All’Allianz Stadium Juventus e Lazio danno vita a un 2-2 spettacolare, deciso letteralmente all’ultimo respiro, con i bianconeri capaci di rimontare due gol di svantaggio e difendere la loro posizione in zona Champions.
Il primo tempo è equilibrato, con la Juventus più intraprendente nelle occasioni iniziali. Cambiaso e Bremer vanno vicini al vantaggio, ma Provedel si esalta con interventi decisivi. La Lazio risponde a sprazzi e vive anche un momento di apprensione quando il gol di Koopmeiners viene annullato per fuorigioco. La gara sembra incanalarsi sullo 0-0, ma allo scadere della prima frazione arriva l’episodio che cambia l’inerzia: errore di Locatelli, Daniel Maldini serve Pedro che al 47’ punisce i bianconeri con l’esperienza del grande veterano.
La ripresa per la Juventus inizia nel modo peggiore possibile. Dopo appena due minuti Isaksen approfitta di un’azione rapida, salta Cambiaso e firma il 2-0, gelando lo Stadium. A quel punto, però, la squadra di Spalletti cambia volto. Yildiz accende la manovra offensiva e costringe la Lazio a schiacciarsi. Al 59’ arriva il gol che riapre tutto: McKennie svetta di testa e batte Provedel, dando il via a un assalto continuo.
Da quel momento è un monologo bianconero. La Lazio prova a difendersi, inserendo forze fresche come Romagnoli e cercando di colpire in ripartenza, ma le occasioni migliori sono tutte juventine. McKennie e Yildiz sfiorano il pareggio, mentre nel recupero la pressione diventa totale. Quando il pareggio sembra ormai sfumato, al 96’ arriva l’episodio simbolo della serata: Boga inventa sulla sinistra, Kalulu si proietta in area e trova il gol del 2-2, facendo esplodere lo Stadium.
Nel finale c’è persino spazio per l’illusione del colpo completo, con Openda che sfiora il 3-2 all’ultima azione. Finisce così in parità, con la Juventus che sale a quota 46 punti e consolida la top-4 dopo una rimonta di carattere, mentre la Lazio esce con il rammarico di una vittoria sfumata e resta ottava a 33 punti, pagando il calo fisico nella ripresa.
Un pareggio che racconta due partite in una sola: la solidità e il cinismo iniziale della Lazio, la furia e l’orgoglio finale della Juventus. E un nome, Kalulu, che resta scolpito come l’uomo della notte bianconera.
