Serie A, la proposta fa discutere: anticipare un big match alle 20 per “aiutare” la Nazionale

La Lega valuta di anticipare una gara del 30° turno alle 20 per favorire la Nazionale nei playoff Mondiali, ma l’efficacia della misura è molto discutibile.

Gennaro Gattuso, allenatore Marsiglia

Il tema degli orari serali torna a far discutere la Serie A, stavolta connesso a un obiettivo comune: supportare la Nazionale di Gennaro Gattuso in vista dei playoff che decideranno l’accesso al Mondiale 2026. Come riportato dal Corriere della Sera, la Lega sta valutando l’ipotesi di anticipare una delle sfide del 30° turno alle ore 20, così da permettere ai giocatori convocati di rientrare prima nei rispettivi centri sportivi e mettersi subito a disposizione del commissario tecnico.

Si tratterebbe di un intervento minimo — appena 45 minuti di anticipo rispetto al consueto orario delle 20:45 — ma che secondo i vertici di Lega rappresenterebbe un segnale di collaborazione concreto verso la Federazione. La proposta nasce dalle richieste avanzate da Gattuso, che aveva suggerito di anticipare l’intera giornata per concedere più tempo alla preparazione del decisivo spareggio con l’Irlanda del Nord. Un’idea però subito accantonata per via di un calendario ormai saturo, fitto di impegni tra campionati, coppe europee e Supercoppa.

L’attenzione si è così spostata su un compromesso ritenuto più praticabile: scegliere una partita considerata di cartello e anticiparla alle 20. Una scelta che, secondo la Lega, alleggerirebbe i tempi logistici dei nazionali coinvolti nel match, accelerandone il rientro e fornendo qualche ora preziosa a Gattuso in vista della preparazione tattica.

Tuttavia, la proposta solleva più dubbi che certezze. Il 30° turno non presenta veri big match, fattore che rende la manovra ancor meno incisiva dal punto di vista tecnico. Inoltre, resta difficile comprendere come soli 45 minuti possano incidere in modo significativo sull’effettiva preparazione della gara che deciderà il destino dell’Italia ai playoff. Il rischio è che la misura venga percepita come una risposta simbolica, più utile a mostrare buona volontà che a generare un reale beneficio.

In un momento in cui la Nazionale cerca stabilità e un percorso chiaro verso il Mondiale, l’impressione è che servano interventi più strutturati e coordinati tra club e Federazione. Una collaborazione profonda, che vada oltre un semplice aggiustamento degli orari, e che consenta agli Azzurri di preparare con la massima attenzione una sfida che vale un’intera generazione sportiva.