La 27ª giornata di Serie A regala una delle sorprese più significative del turno: al Mapei Stadium il Sassuolo supera 2-1 l’Atalanta al termine di una gara intensa, giocata per oltre settanta minuti in inferiorità numerica. Un successo pesante, sia per la classifica sia per il morale, che certifica il momento di grande fiducia dei neroverdi.
L’avvio è vibrante. L’Atalanta costruisce subito una grande occasione con Zalewski al 10’, ma non riesce a concretizzare. Dall’altra parte, Thorstvedt sfiora il vantaggio con un colpo di testa che chiama Carnesecchi al primo intervento decisivo. L’episodio che cambia il match arriva al 16’: Pinamonti interviene in ritardo su Djimsiti e viene espulso direttamente. Sassuolo in dieci uomini con oltre un’ora da giocare.
La squadra di casa, però, non si scompone. Al 23’ passa in vantaggio: sugli sviluppi di un corner battuto da Laurienté, Koné trova la deviazione vincente, approfittando anche di un rimpallo favorevole. L’Atalanta prova a reagire, ma Muric inizia il suo personale show, neutralizzando prima Bellanova e poi respingendo i tentativi bergamaschi con sicurezza e personalità.
Nella ripresa il copione non cambia: la Dea fa possesso, il Sassuolo colpisce. Al 69’ arriva il raddoppio. Ancora Laurienté ispira, Thorstvedt conclude con un sinistro a giro che si infila sotto l’incrocio dei pali, imprendibile per Carnesecchi. È il 2-0 che accende il finale.
L’Atalanta non si arrende e accorcia all’88’ con Musah, bravo a sfruttare una delle poche sbavature della retroguardia emiliana. Poco prima Muric aveva deviato sul palo una conclusione di Samardzic, mentre in pieno recupero compie un autentico miracolo sul colpo di testa di Scalvini, salvando il risultato.
Finisce 2-1: terza vittoria consecutiva per il Sassuolo, che sale a 38 punti e si porta a -7 proprio dall’Atalanta, ferma a quota 45 dopo nove risultati utili consecutivi. Una prova di carattere e organizzazione che lancia un segnale chiaro al campionato: questi neroverdi, anche in dieci, non mollano mai.
