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L’eterna sfida tra Klopp e Guardiola, i due allenatori che hanno rivoluzionato il calcio europeo

Jurgen Klopp, allenatore Liverpool

Jurgen Klopp da una parte, Pep Guardiola dall’altra. La poesia che diventa calcio sta tutta nella contrapposizione tra il tedesco 54enne di Stoccarda e il 51enne catalano di Santpedor. Due modi differenti di vedere il pallone circolare sul terreno di gioco, ma la stessa minuziosità nel dedicare tempo ai dettagli che, alla fine, fanno tutta la differenza del mondo. E non potevano, nella propria carriera, che arrivare a sfidarsi continuamente, prima in Germania e poi in Inghilterra, gli attuali tecnici di Liverpool e Manchester City. Le due squadre attualmente più forti in giro per l’Europa e non solo, che hanno e stanno regalando stagioni intere di calcio nella sua massima espressione.

Klopp e il suo Liverpool

Descrivere cosa ha creato Jurgen Klopp al Liverpool non può che prescindere dal conoscere a fondo il suo passato. Iniziando dal Mainz dove tutto è cominciato nel febbraio del 2001, andando avanti sino al 2008. Un calcio fatto di pressing costante, difesa alta, veloci ripartenze e improvvise verticalizzazioni da parte dei centrocampisti, ma anche dei difensori. L’arrivo al Borussia Dortmund lo consacra, portando a casa due volte il Meisterschale nella Bundesliga. Il suo 4-2-3-1 è un inno al calcio offensivo, sfruttando la qualità eccelsa di giocatori come Sahin, Gotze, Reus e Lewandowski. Sfiora anche il trionfo in Champions League nel 2013 e inchinandosi solo al Bayern Monaco nella finale di Wembley. Le stesse caratteristiche prima viste nel Mainz, qui sono ovviamente migliorate e con l’aggiunta di pericolose transizioni offensive cercando di recuperare la palla il più in alto possibile.

Jurgen Klopp, allenatore Liverpool
Jurgen Klopp, allenatore Liverpool (Bigstockphoto/sportsphotographer.eu)

Il Liverpool, che sta vivendo annate non buone, punta tutto su di lui per creare qualcosa di importante. E la scelta è assolutamente azzeccata, anche se a primo impatto le cose non è che vadano propriamente al meglio. Ma anno dopo anno, non sbagliando praticamente nulla sul mercato e facendo arrivare top player come Firmino, Mané, Salah, Robertson, Alexander-Arnold e Van Dijk, crea una macchina perfetta. Il 4-3-3 sfavillante agli occhi di tutti, vede un tridente fatto di velocità e tecnica, supportato costantemente dalle mezz’ali di centrocampo e dai terzini difensivi, ma che diventano ali aggiunte. Recupero palla, ritmi altissimi, contropiedi letali ma anche capacità di affrontare difese chiuse. Niente è precluso, tutto è possibile con Klopp al timone. I Reds tornano a vincere la Premier League dopo 30 anni e scrivono nuovamente il proprio nome nella storia della Champions League. E il rinnovo di contratto sino al 2026 ne è la logica conseguenza.

Guardiola e il suo Manchester City

Ma anche Pep Guardiola ha stupito tutti nel corso degli ultimi decenni utilizzando diversi moduli di gioco e ispirando moltissimi addetti ai lavori. Ma il tecnico catalano ha continuamente evoluto la sua idea di calcio, iniziando ovviamente la sua straordinaria carriera direttamente nella sua ‘casa’ di Barcellona nel 2008. Chi può scordare mai la nascita del Tiki-Taka, un possesso palla fatto di scambi corti e rapidi che ha visto in Xavi, Iniesta e Messi l’apoteosi assoluta. Un periodo, quello dei blaugrana, da assoluti dominatori del calcio mondiale, arrivando a vincere tutto e subito il Triplete. Il suo 4-3-3 è un modulo atipico, dove spesso il centravanti è lo ‘spazio’, come lo stesso Guardiola l’ha chiamato. L’invenzione del ‘falso nueve’, prima Messi, poi Fabregas e via dicendo. Ma non si è fermato certo qui.

Pep Guardiola, allenatore Manchester City
Pep Guardiola, allenatore Manchester City (Bigstockphoto/canno73)

Il suo passaggio nel 2013 al Bayern Monaco sembra l’inizio di un ciclo vincente lunghissimo anche in Baviera, ma così non è. Le vittorie non mancano, tre Bundesliga e due Coppe di Germania, ma nemmeno le delusioni come quella di non riuscire a vincere la Champions League, sulla quale puntare sfruttando le migliori app per scommesse sportive. Tuttavia quello che manca è l’empatia con l’ambiente tedesco e nel 2016 arriva la separazione. Infatti c’è il Manchester City ad aspettarlo e qui Guardiola ritrova se stesso e un feeling eccezionale con i Citizens a 360°. L’ispirazione torna quella di un tempo, con una squadra già forte ma che Guardiola rinnova anno per anno, con l’acquisto di campioni assoluti, ma sempre funzionali alla propria idea di gioco. Schemi nuovi a volontà, come il 2-3-5 ad esempio sfoggiato il 26 dicembre scorso contro il Leicester. Una sorta di ‘piramide’ con i laterali difensivi che stringono in mezzo al campo, gli esterni offensivi larghissimi e le due mezz’ali di centrocampo a supportare l’attaccante. I successi e i titoli vinti non mancano, anche se la Champions League all’Etihad Stadium non è ancora arrivata. Ma potrebbe essere solo questione di tempo, dopo la prima finale in assoluto persa nel 2021 dai Citizens col Chelsea.

Klopp vs Guardiola: chi preferire?

La domanda è lecita, i partiti esistono e non esitano a schierarsi apertamente. Ma non è una contrapposizione che ci piace, visto che entrambi hanno dato e stanno dando tantissimo al calcio europeo in termini di innovazioni e scoperte tattiche. Sia Jurgen Klopp che Pep Guardiola meritano già adesso, e la meriteranno anche in futuro, una menzione d’onore per quello che hanno sviluppato in maniera così virtuosa e attenta. Il loro duello continuerà ancora alla guida di Liverpool e Manchester City, ma un giorno sarebbe bellissimo poterli vedere all’opera in Serie A. Solo il tempo ci dirà se è solo un sogno o se potrà davvero diventare una stupenda realtà.

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