Jannik Sinner continua la sua corsa al Masters 1000 di Montecarlo, ma lo fa passando da una vera e propria prova di resistenza. L’azzurro conquista i quarti di finale superando Thomas Machac con il punteggio di 6-1, 6-7, 6-3 al termine di una partita durata 2 ore e 1 minuto, segnata da alti e bassi e da un evidente calo fisico nel secondo set.
L’avvio è da manuale: Sinner domina il primo parziale in lungo e in largo, imponendo il proprio ritmo e lasciando appena 13 punti all’avversario. Il 6-1 iniziale è la fotografia di un match che sembra indirizzato sui binari giusti, grazie a un servizio efficace e a colpi profondi e aggressivi che mettono subito in difficoltà il ceco.
Nel secondo set, però, cambia completamente l’inerzia della partita. L’azzurro accusa un calo di energie, accompagnato da problemi fisici e da una drastica diminuzione della percentuale di prime di servizio, scesa sotto il 50%. Machac ne approfitta e si porta avanti fino al 5-2, sfruttando anche diversi errori e doppi falli di Sinner. Nonostante una reazione d’orgoglio che riporta il punteggio in equilibrio, il tie-break premia il ceco (7-3), interrompendo una striscia impressionante di 37 set consecutivi vinti da Sinner nei Masters 1000.
Il momento chiave arriva tra secondo e terzo set, quando Sinner richiede l’intervento medico per stanchezza e vertigini. Da lì, però, cambia tutto: l’altoatesino modifica il proprio approccio al servizio e ritrova progressivamente solidità e fiducia. Nel set decisivo, dopo un iniziale equilibrio, accelera nel finale e chiude 6-3, dimostrando grande maturità nella gestione delle difficoltà.
A fine match, Sinner ha sottolineato proprio questo aspetto: non era al meglio, ma è riuscito comunque a portare a casa una vittoria fondamentale. Ora lo attende una sfida impegnativa contro Felix Auger-Aliassime, favorito dal ritiro di Ruud, in un quarto di finale che promette spettacolo.
Una vittoria sofferta, ma pesante: perché nei tornei di questo livello, saper vincere anche nelle giornate complicate è ciò che fa la differenza tra un grande giocatore e un campione.
