Una notte da incorniciare e un sorteggio subito ad altissima quota. L’Atalanta conquista gli ottavi di finale di Champions League con una rimonta che entra di diritto nella storia europea del club: 4-1 al Borussia Dortmund dopo il 2-0 subito all’andata. Un ribaltone che certifica maturità, qualità e mentalità internazionale della Dea.
A Nyon, però, il destino non è stato morbido: sulla strada dei bergamaschi c’è il Bayern Monaco guidato da Vincent Kompany, tra i grandi favoriti per la vittoria finale a Budapest. I bavaresi hanno chiuso la league phase al secondo posto con 21 punti in 8 gare, alle spalle dell’Arsenal FC capolista a quota 24, e stanno dominando anche in Bundesliga, dove lo scontro diretto imminente contro il Dortmund potrebbe valere un allungo decisivo.
L’Atalanta, quindicesima nella fase campionato con 13 punti, sa di partire senza i favori del pronostico, ma l’impresa contro i gialloneri ha dimostrato che il carattere europeo non manca. L’andata si giocherà martedì 10 marzo alle 21 al Gewiss Stadium di Bergamo, il ritorno mercoledì 18 marzo alle 21 all’Allianz Arena di Monaco di Baviera: 180 minuti per continuare a sognare.
Il tabellone degli ottavi offre altri incroci stellari. Su tutti, l’ennesimo capitolo di Real Madrid-Manchester City, ormai un classico recente della competizione. Dalle semifinali 2022/23 ai quarti 2023/24 fino ai precedenti in league phase e playoff, la rivalità tra Carlo Ancelotti e Pep Guardiola continua ad arricchirsi di nuovi capitoli.
Spicca anche Paris Saint-Germain-Chelsea, rivincita della finale del Mondiale per Club estivo, vinta 3-0 dai Blues contro i campioni d’Europa. Completano il quadro Newcastle-Barcellona, Galatasaray-Liverpool, Atletico Madrid-Tottenham, Bayer Leverkusen-Arsenal e Bodø/Glimt-Sporting Lisbona.
Le date chiave: ottavi il 10/11 e 17/18 marzo 2026, quarti il 7/8 e 14/15 aprile, semifinali il 28/29 aprile e 5/6 maggio. L’ultimo atto è fissato per il 30 maggio 2026 a Budapest.
Per l’Atalanta è una sfida proibitiva ma affascinante. Dopo aver ribaltato il Dortmund, la Dea ha già dimostrato di poter andare oltre i limiti. Ora serve un’altra impresa per continuare a scrivere la propria storia europea.
