Il Tar Veneto, con sentenza del 29 aprile 2024, ha annullato il diniego opposto dal Comune di Arzignano e dalla Questura di Vicenza alla società Due s.r.l.s. per l’apertura di un centro scommesse, stabilendo che la disciplina regionale del 2019 sul limite dei 400 metri non può essere estesa alle sale destinate alla sola raccolta delle scommesse. Lo riferisce Agipronews.
Con la decisione il tribunale amministrativo ha precisato che la norma regionale sul limite dei 400 metri riguarda la collocazione degli apparecchi per il gioco e non la posizione delle sale deputate esclusivamente alla raccolta delle puntate. Di conseguenza il diniego delle autorità locali è stato ritenuto illegittimo.
Il Tar ha inoltre condannato il Comune di Arzignano e la Questura di Vicenza a risarcire il gestore del centro scommesse per 5.000 euro, riconoscendo un danno derivante dal provvedimento restrittivo annullato.
La pronuncia rappresenta un precedente significativo per la rete fisica delle scommesse in Italia, perché delimita l’ambito di applicazione della normativa regionale veneta del 2019 e potrebbe incidere sulle decisioni amministrative locali in materia autorizzativa. Resta da vedere se la sentenza influenzerà l’orientamento delle amministrazioni o darà impulso a ulteriori contenziosi sul tema.

