Il Torino sceglie la linea della continuità, ma senza certezze. Dopo la pesante sconfitta di Como, la quarta consecutiva in campionato, la dirigenza granata ha deciso di confermare Marco Baroni sulla panchina, almeno per il momento. Una fiducia definibile “a tempo”, figlia più dell’assenza di soluzioni immediate che di una reale convinzione sul futuro del progetto tecnico.
I numeri raccontano una situazione preoccupante: undici sconfitte in 22 giornate di Serie A e una classifica che vede il Toro a soli sei punti dalla zona retrocessione. Un margine che, alla luce dell’andamento recente, non può far dormire sonni tranquilli né alla società né all’ambiente. Proprio per questo, mentre Baroni prepara la prossima gara, il club si sta già guardando intorno: nelle ultime ore è emerso un sondaggio per Roberto D’Aversa, profilo considerato pronto a subentrare in caso di ulteriore passo falso.
Lo stesso Baroni ha confermato pubblicamente la posizione del club, parlando in conferenza stampa di una fiducia ribadita dalla società. Parole accompagnate però da un’assunzione di responsabilità totale: “Le colpe sono soltanto mie”, ha dichiarato il tecnico ai microfoni di Dazn, sottolineando come la squadra sia andata in difficoltà dopo il rigore del terzo gol subito a Como. Un mea culpa che certifica il momento delicato, ma che da solo potrebbe non bastare.
Per provare a invertire la rotta, il Torino andrà in ritiro fino alla prossima partita, in programma domenica in casa contro il Lecce. Un match che assume già i contorni di uno spartiacque: un’altra sconfitta potrebbe rendere inevitabile il cambio in panchina, mentre un risultato positivo darebbe a Baroni un po’ di ossigeno e tempo prezioso.
La sensazione è che il destino dell’allenatore sia appeso ai prossimi 90 minuti. La fiducia c’è, ma è fragile. E in casa granata, intanto, il nome di D’Aversa resta sullo sfondo, pronto a diventare attualità al primo nuovo scivolone.
