Il Tour de France 2025 si chiude in grande stile, con un’ultima tappa che va ben oltre la classica passerella. Sul traguardo di Montmartre, è Wout van Aert a trionfare in solitaria, staccando nel finale la maglia gialla di Tadej Pogacar, che conquista comunque il suo quarto Tour de France in carriera, entrando di diritto nella leggenda del ciclismo mondiale.
I 132,5 chilometri dell’ultima frazione hanno offerto emozioni inattese. Dopo un inizio celebrativo, con le squadre protagoniste applaudite lungo il percorso – dalla UAE Emirates-XRG di Pogacar, che ha vestito il giallo in omaggio al suo leader, alla Lidl-Trek di Jonathan Milan, vincitore della classifica a punti – la corsa si è infiammata nel circuito finale di Montmartre.
Proprio sulle ripetizioni della Côte de la Butte Montmartre, Pogacar ha dimostrato di non accontentarsi della vittoria finale: ha attaccato a più riprese, dando vita a un gruppo di sei corridori composto da van Aert, Jorgenson, Mohoric, Ballerini e Trentin. Ma è stato l’ultimo passaggio sulla salita a scrivere il verdetto di giornata: van Aert, con una progressione irresistibile, ha staccato Pogacar guadagnando prima 10 secondi, poi oltre 20, tagliando il traguardo da solo e alzando le braccia al cielo nel cuore di Parigi.
Alle sue spalle, Davide Ballerini ha conquistato uno splendido secondo posto vincendo la volata degli inseguitori, davanti a Matej Mohoric. Pogacar ha chiuso quarto, un piazzamento simbolico in una corsa che ha dominato in lungo e in largo: per lui, oltre al successo finale, anche quattro vittorie di tappa, la maglia a pois di miglior scalatore e un totale di 104 successi in carriera.
La maglia verde è andata a Jonathan Milan, straordinario nella costanza e nella regolarità, mentre la maglia bianca di miglior giovane è stata conquistata da Florian Lipowitz. Ben Healy è stato premiato come corridore più combattivo del Tour, e la Visma-Lease a Bike ha vinto la classifica a squadre.
Per Pogacar si tratta del quarto trionfo alla Grande Boucle, un risultato che lo proietta tra i giganti di sempre, al pari di leggende come Anquetil, Merckx e Froome. Ma l’ultima parola, in questa edizione, è stata di van Aert: un sigillo da campione che chiude nel modo più spettacolare possibile una delle edizioni più combattute degli ultimi anni.
