La diciassettesima giornata di Serie A regala un finale al cardiopalma alla Dacia Arena, dove Udinese e Lazio si dividono la posta con un 1-1 che lascia più di un rimpianto ai biancocelesti. La squadra di Maurizio Sarri vede sfumare tre punti pesanti a pochi secondi dal triplice fischio, colpita al 95’ dal gol di Davis che accende proteste e discussioni.
Il primo tempo scorre su binari di grande equilibrio. Ritmi non altissimi, molte battaglie fisiche a centrocampo e poche vere occasioni da gol. La Lazio prova a farsi vedere soprattutto con Noslin, cercando di allungare la difesa friulana, mentre l’Udinese risponde con solidità e attenzione, senza però riuscire a trovare continuità negli ultimi metri. Si va così all’intervallo sullo 0-0, risultato che fotografa una gara più tattica che spettacolare.
Nella ripresa i padroni di casa alzano il baricentro e mostrano maggiore intraprendenza. Zaniolo è tra i più vivaci, mentre l’ingresso di Kamara dà nuova spinta alla manovra bianconera. Proprio nel momento migliore dell’Udinese, però, arriva la zampata della Lazio: all’80’ Cancellieri serve Vecino, che lascia partire un destro da fuori area deviato da Solet. La traiettoria beffa Padelli e vale l’1-0, un gol che sembra indirizzare la partita.
La Lazio prova a gestire il vantaggio, ma nel recupero succede di tutto. Al 95’ Davis trova spazio in area e scarica un sinistro potente e preciso che riporta il match in parità. L’azione è però accompagnata da vibranti proteste biancocelesti per presunti tocchi di mano, prima a inizio azione e poi dello stesso Davis. Dopo il controllo Var, l’arbitro Colombo convalida il gol e fischia subito la fine.
Il pareggio porta la Lazio a 24 punti, rallentando la rincorsa al treno europeo, mentre l’Udinese sale a quota 22 e conferma la propria solidità. Una partita che lascia strascichi e polemiche, ma che conferma quanto, in questa Serie A, nulla sia deciso fino all’ultimo secondo.
