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Tutti gli uomini di Berlusconi: tante splendide intuizioni e qualche abbaglio…

Bottadiculo

Dopo 30 anni, caratterizzati da un numero eccezionale di trionfi nazionali ed internazionali, si chiude l’incredibile avventura di Silvio Berlusconi da presidente del Milan.

8 Scudetti, 5 Champions League, 3 titoli intercontinentali, 6 Supercoppe italiane, 5 Supercoppe europee e una Coppa Italia. Un palmares straordinario, conquistato con molti “coach” alla guida del Diavolo.

Con alcuni Berlusconi ha sempre avuto un ottimo rapporto (tanto che li volle lui alla guida del Milan), con altri un po’ meno, tra interferenze più o meno marcate sull’operato e critiche per mezzo stampa quando il gioco non era affatto gradito al Presidentissimo.

Arrigo Sacchi e Silvio Berlusconi, Milan

Gli allenatori preferiti da Berlusconi in questi 30 anni di presidenza sono essenzialmente tre: Sacchi, Capello e Ancelotti. Fu proprio Silvio a decidere di puntare su Arrigo (accantonando l’era Liedholm) dopo un Milan-Parma 0-1 di Coppa Italia, con Berlusca che rimase fulminato dal gioco dei ducali allenati dal tecnico di Fusignano. Al via della stagione 1987-88 in pochi credono in Sacchi, tanto che secondo i giornali “non mangerà il panettone”. Ma Berlusconi non ha dubbi e crede ciecamente nelle potenzialità di Sacchi. Risultato? Subito Scudetto, a cui seguirà la conquista di due Coppe dei Campioni (1989 e 1990): trofei raggiunti praticando un gioco scintillante, che resterà nelle memorie di tutti i tifosi rossoneri.

Fabio Capello, Milan

Quando Sacchi lascia, nel 1991, è dura trovare il sostituto. Si fanno grandi nomi, ma Berlusconi stupisce di nuovo tutti: panchina a Fabio Capello. Anche in questo caso le critiche non mancano, ma ancora una volta il Presidente vede giusto: quattro scudetti, di cui tre consecutivi (1992,1993,1994 e poi 1996) più la quinta Champions della storia del club, con quell’indimenticabile finale di Atene contro il Barcellona di Cruyff, umiliato per 4 reti a zero.

E poi Ancelotti. “Cacciato” dalla Juventus che decide di puntare nuovamente su Marcello Lippi, “Carletto” si accasa alla corte del Diavolo. All’inizio qualche battibecco con Silvio per via di quel 4-3-2-1 che proprio non convince il Presidente (“Il Milan deve giocare sempre con due punte”), ma sta di fatto che Ancelotti riporta la Champions a Milano – battendo a Manchester ai rigori proprio la Juve – e l’anno dopo conquista anche il tricolore. Ha il grande merito di far esplodere il talento di un campionissimo come Kakà. Dopo la grande delusione in finale contro il Liverpool nel 2005, si riscatta nel 2007 ancora contro i Reds: settima Champions, Ancelotti è osannato da tutto il mondo.

Milan Campione d'Europa 2003

Con Zaccheroni e Allegri sono arrivati due importanti scudetti (1999 e 2011, l’ultimo del club) ma i rapporti non sono mai stati eccezionali. Anzi: sul finire della stagione 1998-1999, Berlusconi consiglia (si fa per dire) a “Zac” di cominciare a far giocare Boban dietro le punte. Il coach obbedisce, il Milan le vince tutte e rimonta 7 punti alla Lazio, vincendo lo scudetto.

Qualche cantonata Berlusconi l’ha anche presa. Come dimenticare Tabarez nel 1996-1997: arrivato con mille elogi, se ne andò mestamente all’undicesima giornata, dopo una brutta sconfitta a Piacenza (3-2 con gol decisivo in rovesciata di Pasquale Luiso). E poi Fatih Terim (2001-2002): per Silvio, il turco – che aveva fatto divertire a Firenze – era l’allenatore ideale per ridare vittorie e gioco ai rossoneri. Niente di tutto questo: Fatih viene esonerato a Novembre, e al Milan arriva Carletto Ancelotti. Con il senno del poi, pochi rimpianti… Poco felice anche la scelta di Pippo Inzaghi (2014-2015): Milan mai competitivo, e campionato concluso al decimo posto.

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