Andrea Vavassori torna all’attacco e parla senza mezzi termini: “non c’è rispetto verso i doppisti”, sostiene che l’organizzazione sta togliendo soldi al doppio per darli ai singolaristi e avverte che i tagli non verrebbero reinvestiti ma semplicemente spostati al singolo, con una possibile ripartizione del montepremi al 90% per il singolare e 10% per il doppio.
Aggiunge poi una critica netta sulle regole dei match: “se ti piace il tennis non si possono accorciare le partite al quinto set”, mentre sul calendario commenta che è «troppo fitto» e contribuisce a infortuni e burnout. Vavassori ricorda inoltre che i doppisti fanno gli stessi sacrifici dei singolaristi e sottolinea che il doppio è una disciplina olimpica, meritevole di tutele.
Il richiamo ha peso extra se si considerano i risultati recenti: Vavassori, numero 11 del ranking mondiale di doppio, e il suo partner Simone Bolelli hanno raggiunto le ATP Finals a Torino nel 2025 e nel 2026 e hanno vinto due titoli Masters 1000 nella stagione 2026, tra cui gli Internazionali d’Italia a Roma. Questi successi rafforzano la posizione di chi chiede che le scelte organizzative non comprimano il ruolo del doppio nel panorama tennistico.
La novità di oggi è quindi la veemenza delle accuse puntuali: non solo la difesa del formato e della salute dei giocatori, ma la denuncia di una redistribuzione economica che, secondo Vavassori, penalizzerebbe strutturalmente gli specialisti del doppio. Resta da vedere se l’ATP risponderà alle preoccupazioni sollevate e quali misure concrete verranno previste per salvaguardare la disciplina e la salute degli atleti.

