Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto‑legge 27 luglio 2026, n. 133, includendo l’articolo 2‑ter che introduce disposizioni fiscali dedicate ai concessionari di giochi pubblici, come riferisce PressGiochi.
La nuova normativa stabilisce che le spese per sponsorizzazioni di giochi e scommesse vietate non sono più deducibili ai fini IRES e IRAP. L’effetto entra in vigore a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025; per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare la misura si applicherà dal 2026.
L’articolo 2‑ter introduce inoltre una qualificazione fiscale specifica per le iniziative di comunicazione sul gioco responsabile: gli investimenti dei concessionari in campagne informative o di comunicazione responsabile sono considerati spese di rappresentanza ai fini IRES, nella misura pari allo 0,2% dei ricavi netti annui e comunque entro il limite di 1 milione di euro.
Le entrate tributarie derivanti dalle nuove disposizioni saranno accertate su base annuale tramite decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e saranno destinate al Fondo per interventi strutturali di politica economica (FISPE).
Il provvedimento ridefinisce dunque gli oneri deducibili per il settore dei concessionari di giochi pubblici e affida al decreto del MEF la determinazione annuale delle entrate connesse: resta ora da vedere come verranno articolati i decreti attuativi e le istruzioni operative per l’applicazione delle nuove regole fiscali.

