Serena Williams ha ricevuto una wild card per il tabellone principale femminile di Wimbledon 2026. La notizia segna il ritorno in singolare dopo quasi quattro anni dall’US Open 2022 e apre una nuova fase della sua presenza sull’erba londinese: giocatrice sia in singolare sia in doppio.
A completare il quadro di questi giorni, la wild card per il doppio con Venus era già stata annunciata in precedenza. La decisione di inserire Serena anche nel tabellone di singolare ha subito generato reazioni contrastanti nel mondo del tennis.
L’ex coach Rick Macci è netto nel suo giudizio: secondo lui Serena conserva un servizio preciso e potente e ha ancora le qualità per vincere molte partite. Macci presenta quindi un quadro fiducioso, puntando sul colpo che da sempre è stato il suo marchio di fabbrica e che può fare la differenza sui campi in erba.
Più prudente l’analisi di Greg Rusedski. L’ex giocatore mette in evidenza come il doppio non sia una preparazione adeguata per affrontare il singolare ai massimi livelli e sottolinea che, a 44 anni, la gestione della mobilità sul campo diventa un elemento decisivo e complicato. Per Rusedski, quindi, la vera incognita per Serena non è la qualità del colpo ma la capacità di muoversi e reggere il ritmo degli scambi lunghi.
La novità è chiara: Serena sarà al via in entrambe le competizioni a Wimbledon. Resta però aperto il nodo principale indicato da Rusedski, ovvero quanto la mobilità inciderà sul suo cammino in singolare e se il servizio basterà a compensare eventuali limiti fisici. Sarà il campo, nelle prossime settimane, a fornire la risposta.

