Paolo Zampolli ha ammesso di aver tentato fino all’ultimo di ottenere il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026. La sua è una resa dei conti pubblica: dopo aver mosso ogni possibile iniziativa, Zampolli sostiene di non essere riuscito a cambiare l’esito della situazione che ha lasciato fuori la Nazionale.
Secondo le sue dichiarazioni, l’idea che ha portato all’attenzione della federazione internazionale è stata netta e concreta: suggerire a Gianni Infantino di ripescare l’Italia nel caso in cui l’Iran non si fosse presentato alla rassegna iridata. Un tentativo che, nelle parole di Zampolli, è stato esplorato fino a esaurire le vie percorribili.
Nel corso delle stesse dichiarazioni, Zampolli ha voluto sottolineare un altro elemento, apparentemente fuori dal campo di gioco ma non privo di peso politico: il presidente Donald Trump e il governo americano, ha detto, adorano l’Italia. Una considerazione che affianca le sue ragioni per aver spinto con insistenza su canali e contatti diversi.
Infine Zampolli ha espresso la speranza che l’Italia possa un giorno organizzare un Mondiale, indicando però un orizzonte lontano: non prima del 2034. Resta quindi aperta la prospettiva di un dossier italiano per l’ospitalità iridata nel medio-lungo periodo, mentre il capitolo del ripescaggio per il 2026 si chiude, secondo la sua versione, con la consapevolezza di aver provato ogni strada.

