Alexander Zverev arriva a Wimbledon con una novità che cambia il suo approccio. Dopo aver conquistato il primo titolo Slam al Roland Garros 2026, l’azzardo mentale che lo accompagnava sembra essersi dissolto: Zverev ha dichiarato di sentirsi più leggero e libero in campo e di affrontare ora le partite con meno pressione.
Il campione ha raccontato che nella finale a Parigi ha sofferto crampi a causa della tensione, un elemento che rende ancora più significativa la sua vittoria e spiega il prezzo fisico e nervoso pagato nel torneo. A Wimbledon però lo aspetta una prova diversa: Zverev non è mai andato oltre gli ottavi di finale sull’erba e non ha mai vinto un titolo su erba, condizioni che pongono domande sul reale trasferimento del suo miglioramento anche sul veloce.
A completare il quadro in vista del torneo londinese è Casper Ruud, che spiega perché ogni anno evita tornei fra Roland Garros e Wimbledon ma che comunque rientra a Wimbledon per giocarsi le sue carte. Ruud avrà una sfida impegnativa contro Hurkacz e, soprattutto, ha ammesso pubblicamente di essersi sbagliato sulle dinamiche del circuito: Sinner e Alcaraz hanno effettivamente dominato, contraffattando le sue previsioni sul futuro del tennis.
Ruud vede però un aspetto positivo nella nuova situazione: quando Sinner o Alcaraz non arrivano fino in fondo, si aprono opportunità per altri giocatori, una lettura che restituisce fiducia a chi ambisce a fare strada nei grandi tornei.
Il nodo aperto resta dunque pratico e tattico. Zverev dovrà dimostrare se la leggerezza mentale conquistata sul rosso può tradursi in risultati sull’erba, mentre Ruud cerca di sfruttare la sua condizione e le eventuali assenze di favoritismi per avanzare a Wimbledon. Entrambi arrivano al torneo con aspettative nuove e interrogativi ancora da sciogliere.

