Roberto Taurino non ha usato mezzi termini: «Siamo autolesionisti», ha dichiarato il tecnico del Brindisi, accusando la squadra di subire veri e propri blackout di concentrazione nei momenti decisivi delle partite. La presa di posizione arriva mentre la squadra cerca risposte dopo le ultime battute d’arresto in campionato.
Per chi segue la vicenda, va ricordato brevemente che nelle ultime uscite la squadra ha pagato errori e scelte contestate: quel contesto resta sullo sfondo delle valutazioni del tecnico. Oggi la novità consiste nella durezza dei giudizi pubblici affidati da Taurino alla squadra.
Il mister ha anche difeso apertamente il portiere Andrea Giardino, escludendolo come responsabile del gol subito su calcio d’angolo e chiarendo che la rete non è conseguenza di una scelta del numero uno. Parallelamente Taurino ha ridimensionato l’etichetta di squadra “più forte sulla carta”: non basta il valore teorico se poi sul campo mancano continuità e lucidità.
Sul piano offensivo il tecnico è stato altrettanto netto: il Brindisi crea numerose occasioni ma fatica a trasformarle in gol. Questo difetto realizzativo, combinato con gli episodi di calo di concentrazione, spiega secondo Taurino i risultati inferiori alle attese.
A stretto termine resta il nodo della tenuta mentale e della concretizzazione delle opportunità create: il compito del gruppo è dimostrare sul campo di saper eliminare quei blackout che, nelle parole del tecnico, stanno diventando il vero problema da risolvere.

