Djokovic attacca il tennis moderno: «Troppi infortuni, il calendario è saturo»

Novak Djokovic attacca il tennis moderno: denunciate l’aumento degli infortuni, il calendario saturo e l’allungamento dei Masters 1000; invita il circuito ad avvicinare un pubblico più giovane e omaggia Yibing Wu.

Novak Djokovic

Novak Djokovic ha scelto la vigilia di Wimbledon per lanciare un messaggio netto sul futuro del circuito: gli infortuni sono in aumento e il calendario è ormai saturo. Il campione ha criticato in particolare l’allungamento dei Masters 1000, sostenendo che questa scelta sembra avvantaggiare soprattutto i proprietari dei tornei piuttosto che i giocatori.

Arriva dopo le sue dichiarazioni in cui aveva spiegato di sentirsi più preparato per Wimbledon rispetto al Roland Garros, usando Parigi come verifica della condizione fisica. Partendo da quella premessa, Djokovic ha posto l’accento sui rischi fisici che un calendario congestionato comporta per gli atleti e sulla necessità di ripensare gli equilibri tra interessi commerciali e tutela dei giocatori.

Sul versante dell’immagine del tennis, Djokovic ha anche insistito su un problema di pubblico: secondo il serbo l’età media degli appassionati è attorno ai 61 anni e il circuito deve trovare strumenti per attrarre spettatori più giovani. È un richiamo a guardare oltre la tradizione, cercando formule che rendano il tennis più accessibile e coinvolgente per le nuove generazioni.

Infine, Djokovic ha reso omaggio all’emergente Yibing Wu per la prestazione offerta a Wimbledon, riconoscendone il merito in una vetrina così importante. Le parole del numero uno aprono un confronto diretto su calendario, sicurezza fisica e strategia di crescita del pubblico: nodi che ora tornano al centro del dibattito proprio mentre il torneo sull’erba entra nel vivo.

Resta da vedere se le sue istanze troveranno eco tra gli altri top player e fra gli organizzatori, oppure se la gestione attuale del circuito continuerà a prevalere.