Novità. Novak Djokovic ha definito la regola sulla video review delle interferenze «uno dei cambiamenti più stupidi», mentre Greg Rusedski ha attaccato la norma sostenendo che, in presenza di disturbo, il giocatore dovrebbe fermare immediatamente il punto. Nel frattempo, anche Coco Gauff è finita al centro di una contestazione simile per le luci durante il suo match contro Sun Xinran.
A chi segue la vicenda ricordiamo brevemente il motivo dello scontro: la polemica era riaperta dopo la squalifica di Daniil Medvedev a Pechino e la richiesta di modifica del regolamento avanzata da Annabel Croft. Oggi però il dibattito si infiamma per nuovi interventi di campo.
Nel quarto di finale tra Djokovic e Alexander Zverev le luci LED dei pannelli hanno creato disturbo: Zverev ha chiesto la revisione dopo aver perso il punto, episodio che ha riportato in primo piano la questione dell’efficacia e della coerenza della video review sulle interferenze. Le parole dure di Djokovic e l’osservazione pratica di Rusedski puntano il dito contro la capacità del regolamento di gestire casi in cui il disturbo è ambientale e non voluto.
L’inclusione di un episodio analogo nel torneo femminile, con Gauff che ha segnalato un problema di luci nel match con Sun Xinran, amplia la portata della discussione: non è più un confronto circoscritto a un singolo caso, ma una questione che interessa arbitraggio, tecnologia e tutela dei giocatori su più fronti.
Resta aperto il nodo centrale: come interpretare e applicare una regola che tocca sensibilmente il corso di un punto e, in casi estremi, può decidere squalifiche o proteste formali. Sarà ora compito degli organi competenti chiarire se intervenire con modifiche al testo o con linee guida più stringenti sull’uso della video review e sulla gestione delle interferenze ambientali.

