Gli US Open 2026 hanno accreditato circa 100 influencer, quasi il doppio rispetto al 2025, e la presenza massiccia di content creator è diventata un tema caldo dopo che video virali hanno mostrato creator che filmavano con ring light durante gli scambi, spingendo gli organizzatori a rafforzare i richiami sul comportamento in campo.
A intervenire pubblicamente sono stati diversi big del circuito. Taylor Fritz ha spiegato di non essere contrario alla presenza degli influencer, ma ha chiesto esplicitamente che non si usino ring light durante il gioco, segnalando un problema di rispetto per il momento agonistico. Jessica Pegula ha definito la situazione “un po’ troppo”, ricordando che in campo ci sono professionisti al lavoro che meritano tranquillità e concentrazione.
Naomi Osaka ha riconosciuto il valore promozionale che i creator possono portare al torneo, ma ha chiesto che venga rispettata l’etichetta: promozione sì, disturbare il gioco no. Sul fronte opposto, Daniil Medvedev ha valutato che i social portino “più vantaggi che svantaggi”, sottolineando l’utilità della visibilità pur senza entrare nei dettagli normativi.
L’episodio mette in luce il nodo pratico e di immagine per i grandi eventi: trovare un equilibrio tra visibilità digitale e condizioni di gara. Dopo i richiami degli organizzatori, resta aperta la questione di come verranno tradotte in regole operative le richieste dei giocatori e quanto sarà efficace il controllo in campo nei prossimi match.

