Nuova bordata sul Football Video Support: Vincenzo Greco, direttore generale del Picerno, e Michele Criscitiello, direttore sportivo della Folgore Caratese, hanno rilanciato ieri le critiche al sistema FVS utilizzato in Serie C, mettendo in discussione efficacia, costi e tempi di intervento.
La vicenda è già al centro dell’attenzione pubblica, ma la novità di oggi è nelle cifre e nelle proposte concrete portate dai due dirigenti. Greco ha denunciato che le telecamere del FVS «non riprendono adeguatamente le azioni» e ha citato come esempio il gol annullato a Cicerelli in Potenza-Catania per dimostrare presunte inquadrature insufficienti. Per Greco la scelta sarebbe tra accettare qualche errore arbitrale o continuare a sostenere una spesa che ritiene poco utile, auspicando che le risorse vengano destinate ad altre priorità del club.
Criscitiello ha quantificato l’investimento: secondo il dirigente l’FVS pesa per circa 2,5 milioni di euro all’anno sul sistema della Serie C. Sul fronte operativo, propone di introdurre un limite massimo di 90 secondi per ogni revisione video, con l’obiettivo di non alterare il ritmo della partita. Criscitiello aggiunge che nel 95% dei casi le decisioni arbitrali non vengono cambiate dopo la revisione, mentre le interruzioni per controlli raggiungerebbero i 5-6 minuti a partita.
L’attacco congiunto mette in luce un nodo ormai centrale: il bilancio tra utilità tecnologica e impatto pratico sul gioco e sui conti dei club. Greco e Criscitiello spingono per cambiamenti sia sul piano tecnico—migliori inquadrature e tempi più rapidi—sia su quello economico, sollevando l’interrogativo su come redistribuire risorse che alcuni dirigenti giudicano più urgenti.
Resta da vedere se queste sollecitazioni troveranno riscontro nelle sedi competenti e se il dibattito porterà a modifiche operative o a una revisione dei costi del sistema FVS.
