Tallon Griekspoor non ha usato mezzi termini nel giudicare la finale dello US Open 2026 tra Alexander Zverev e Ben Shelton, definendola «mediocre». L’attacco dell’olandese si è concentrato soprattutto sulla modalità di gioco del tedesco: Griekspoor ha confessato di fare fatica a guardare Zverev a causa dei suoi lunghi preparativi al servizio, con molti rimbalzi della palla prima di servire.
Nel corso delle sue considerazioni, Griekspoor ha toccato anche la prestazione di Carlos Alcaraz nel torneo: a suo avviso lo spagnolo avrebbe dovuto battere Shelton ai quarti, ma ha giocato un tie-break disastroso nel quinto set che ha cambiato la direzione del tabellone. L’olandese ha poi espresso la speranza che sia Jannik Sinner sia Alcaraz riescano a riprendersi dai problemi fisici che hanno condizionato le loro campagne.
Sul futuro del tedesco, Griekspoor si è mostrato misurato: secondo lui Zverev ha il potenziale per vincere «4-5 Slam», ma non diventerà numero 1. È un giudizio che distingue il valore dei successi possibili dalla continuità necessaria per scalare la classifica fino al vertice.
Il commento di Griekspoor rilancia il dibattito sulla qualità delle grandi finali e sulle abitudini di gioco che possono influire sull’appeal dello spettacolo. Resta aperto il nodo su come i protagonisti citati risponderanno: la stagione e i prossimi Slam saranno la prova per Sinner, Alcaraz e per Zverev, chiamato a confermare o smentire le previsioni sull’usuale palcoscenico dei major.
