Medvedev sugli influencer agli US Open: «Va bene, ma non trasformiamo il torneo in una Disneyland del tennis»

Daniil Medvedev favorevole agli influencer accreditati agli US Open ma critica la trasformazione del torneo in una ‘Disneyland del tennis’, denuncia il paradosso delle scommesse e gli orari notturni delle partite.

Daniil Medvedev

Daniil Medvedev si dice favorevole alla presenza di influencer accreditati agli US Open, ritenendo che i vantaggi superino gli svantaggi, ma avverte: “questa non è una Disneyland del tennis”. Per il campione il rischio è che il torneo perda parte della sua essenza se l’intrattenimento dovesse prevalere sul gesto sportivo.

Il commento arriva dopo la sua recente uscita prematura nel circuito estivo. Pur riconoscendo che gli influencer possono portare visibilità e pubblico, Medvedev sottolinea che il tennis resta uno sport nel quale gli atleti «lottano per la propria vita» sul campo e quindi va preservato il rispetto per la competizione.

Oltre alla questione immagine, l’ex numero uno affronta temi concreti: si è detto perplesso dalla pratica di programmare match che finiscono alle due o tre del mattino, interrogandosi se sia giusto chiedere simili sforzi fisici e mentali ai giocatori. Sul piano personale, ha ammesso di non potersi vedere giocare ancora a 40 anni come Gael Monfils, pur non escludendo totalmente che qualcosa del genere possa accadere in futuro.

Infine Medvedev ha richiamato l’attenzione sul paradosso delle scommesse: i giocatori sono limitati nelle sponsorizzazioni, mentre i tornei stessi traggono benefici dall’indotto legato al betting. È una contraddizione che, secondo lui, merita una riflessione da parte degli organizzatori e degli organi di controllo.

Resta aperto il nodo di come bilanciare esigenze commerciali e integrità sportiva: la posizione di Medvedev rilancia il dibattito su regole di accredito, programmazione e rapporti economici intorno ai grandi eventi del tennis.