Lois Openda chiarisce i motivi del suo addio alla Juventus: secondo l’attaccante, il suo gioco era penalizzato perché in Serie A «poche squadre utilizzano la profondità». Openda ha citato l’Inter come esempio di squadra che lo fa, mentre la Roma sta imparando a farlo, e ha spiegato che questo ha limitato le sue opportunità a Torino.
L’attaccante belga, ora al Lione, ha raccontato che a livello tattico avrebbe potuto giocare insieme a Jonathan David, ma «c’erano problemi tattici perché la Juventus non era in grado di esprimersi con la profondità». Un elemento decisivo, secondo Openda, per la determinazione a cercare più spazio e continuità altrove.
I numeri di fatto rafforzano il quadro delineato dall’attaccante: dal marzo 2026 in poi Openda ha disputato solo 4 minuti con la maglia bianconera. Al Lione, invece, ha segnato 2 gol in 8 presenze, un avvio che l’ha convinto di aver fatto la scelta giusta per ritrovare spazio e ritmo.
Openda ha inoltre rivelato che Damien Comolli lo contattò nell’estate 2025 per illustrargli i progetti della Juventus, un contatto che non ha però evitato la frattura tra le esigenze tattiche dell’attaccante e il modo in cui la squadra bianconera si esprimeva sul campo.
L’ex attaccante conclude che ha avuto «poche chance» e che ha capito di dover andare via per giocare; resta da vedere come si svilupperà la sua avventura al Lione e se le valutazioni tattiche sul suo profilo influenzeranno in futuro lo spazio che potrà ottenere, sia in Francia sia in eventuali ritorni in Italia. Per i fantallenatori, le sue osservazioni offrono un elemento in più per interpretare le scelte offensive delle squadre che puntano sulla profondità.

