La Procura di Bari contesta la congruità del prezzo pagato dal Napoli per Elia Caprile: al centro dell’accusa c’è una perizia di valutazione che riporta una data di nascita errata. La relazione firmata il 17 luglio 2023 da Claudio Garzelli indicava il calciatore nato il 10 gennaio 1997, mentre la data corretta è il 25 agosto 2001.
L’attenzione della Procura si concentra sul prezzo di 2,2 milioni di euro versato dal Napoli al Bari, ritenuto non congruamente remunerativo. Per gli inquirenti l’errore anagrafico nella perizia è un elemento significativo nello scrutinio della valutazione economica dell’operazione.
La società Bari ha affidato la propria difesa a una perizia del commercialista Elbano De Nuccio, che sostiene come la cessione abbia generato una plusvalenza pari a 1,72 milioni di euro. Si tratta della posizione tecnico-contabile del club pugliese, che contesta implicitamente la ricostruzione messa in discussione dalla Procura.
Il percorso recente del giocatore aggiunge ulteriori rilievi: il Napoli nel 2025 ha poi ceduto Caprile al Cagliari per circa 8 milioni di euro, realizzando una plusvalenza stimata in circa 7 milioni. Questo passaggio di valore viene citato come elemento contestuale dalla Procura nel valutare la congruità della transazione precedente.
La vicenda mette sotto la lente le regole del mercato e gli strumenti di valutazione utilizzati nelle cessioni tra club. Rimane ora da vedere come si chiuderà l’istruttoria della Procura di Bari e se emergeranno profili di responsabilità contabile o altri risvolti sanzionatori. Nel frattempo restano aperti i nodi sulle modalità con cui vennero determinate le valutazioni e sull’impatto degli errori formali nelle perizie sul piano giudiziario e sportivo.

