Fabio Pecchia ha rifiutato la panchina della Sampdoria: avrebbe giudicato eccessive le richieste economiche e poco convincente il progetto, accettando poi l’offerta della Cremonese.
A questi rifiuti si aggiungono altre risposte negative arrivate nei mesi recenti: Davide Possanzini ha declinato l’offerta in estate perché non voleva ridurre il proprio staff, dopo il blitz del Südtirol; Paolo Zanetti e Aurelio Andreazzoli hanno detto no alla proposta blucerchiata; Fabio Grosso aveva già rifiutato nella stagione estiva 2023.
La sequenza di rifiuti fotografano la difficoltà della Sampdoria nel trovare un profilo disposto a sposare il progetto attuale. La notizia arriva mentre la squadra sta vivendo un avvio di campionato negativo, assimilabile a quello degli ultimi due anni, e la posizione di Bernardo Corradi resta in bilico dopo il ko di Avellino.
Sul fronte politico e di piazza si è inserita la Federclubs, che l’11 ottobre 2026 ha firmato un comunicato critico verso le scelte estive e la gestione della proprietà. Il documento acuisce la percezione di una società che fatica a essere appetibile per i tecnici e che deve fare i conti con una piazza storicamente ambita ora più riluttante.
Resta aperto il nodo principale: trovare un allenatore che accetti condizioni economiche e un progetto ritenuti finora insufficienti. Per la Sampdoria è solo l’inizio di una settimana decisiva, nella quale la società dovrà capire se riuscire a ricompattare il rapporto con la piazza e rendere il ruolo sulla panchina nuovamente appetibile.

