Stefanos Tsitsipas ha aperto con franchezza il suo momento no: «L’incostanza nelle mie prestazioni è molto preoccupante», ha detto, spiegando che gli ultimi otto-dieci mesi sono stati «piuttosto difficili».
Dando seguito a quelle parole, il campione ha raccontato i cambiamenti che ha introdotto nella quotidianità: è diventato più mattiniero, va a letto prima e negli ultimi sei mesi ha adottato un approccio più rigoroso e disciplinato alla routine. Questa versione più ordinata di me stesso, ha aggiunto, «è la migliore che si sia vista da molti anni».
Breve richiamo per chi ci segue: dopo il successo al primo turno a Cincinnati e il titolo conquistato a Gstaad, Tsitsipas aveva già lasciato intendere la volontà di prendere decisioni autonome sul proprio percorso; le nuove dichiarazioni approfondiscono ora il lato pratico di quelle scelte.
Le modifiche descritte hanno un peso evidente nel racconto del giocatore: non si tratta soltanto di autocritica, ma di scelte concrete sulla gestione del giorno per giorno. Resta il nodo più importante per il futuro immediato: trasformare questa disciplina ritrovata in continuità di risultati sul campo. Per ora, la lettura che Tsitsipas offre è chiara e netta: periodi difficili alle spalle, una routine rimodellata e la convinzione di essere tornato alla sua miglior versione.
