Altenar accusa Sportradar: esposti antitrust a Ue e Regno Unito per i dati live

Altenar ha presentato il 14 ottobre esposti antitrust contro Sportradar a Commissione Ue e CMA, chiedendo misure provvisorie per l’accesso ai dati live. Il caso impatta il mercato italiano per il ruolo del feed provider secondo il protocollo ADM PSQF 5.1.

Altenar accusa Sportradar: esposti antitrust a Ue e Regno Unito per i dati live

Il 14 ottobre 2026 Altenar Technologies ha presentato esposti antitrust contro Sportradar alla Commissione europea e alla Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito, contestando presunte restrizioni all’accesso dei concorrenti ai dati sportivi ufficiali live. Lo riportano SBC News e Agimeg.

La vicenda riguarda da vicino il mercato italiano: il protocollo ADM PSQF 5.1 per le scommesse sportive prevede che l’identificativo dell’evento sia generato dal feed provider di riferimento, quindi la disponibilità dei dati ufficiali pesa direttamente su concessionari e bookmaker regolati.

Nel dettaglio, Altenar ha chiesto alla CMA misure provvisorie per ripristinare l’accesso a dati e quote live e ha sollecitato sia la Commissione europea sia la CMA a garantire condizioni competitive e la libertà di scelta dei fornitori per gli operatori del settore. Secondo l’esposto, il controllo su dati e identificativi da parte di un singolo fornitore ostacolerebbe la concorrenza sul mercato dei feed per le scommesse.

Sportradar, che detiene accordi esclusivi con MLB, NBA, ATP e NHL per la raccolta e distribuzione di dati e quote live, ha respinto l’esposto definendolo un tentativo di esercitare pressione nelle controversie commerciali in corso.

La Commissione europea ha confermato di valutare le informazioni ricevute; la CMA si è invece limitata a non commentare casi specifici al di fuori di indagini formali. Resta aperto il nodo se le autorità decideranno misure provvisorie che possano ridare accesso immediato ai dati o se avvieranno indagini più ampie sul comportamento di mercato di chi detiene accordi esclusivi.

Per gli operatori italiani la posta in gioco è concreta: una decisione che limiti l’uso vincolante di feed esclusivi aprirebbe scelte alternative per i concessionari soggetti al protocollo ADM, mentre un nulla di fatto confermerebbe l’attuale dipendenza dai provider titolari degli accordi con le leghe sportive.