Roger Federer ha chiarito che non intende allenare al momento, ma «mai dire mai»: il coaching resta un’ipotesi futura, non una priorità attuale.
Per chi non segue la vicenda, Federer era tornato a parlare di un possibile ruolo non da giocatore alla Laver Cup; oggi però precisa le sue priorità: la famiglia e altri impegni lo tengono lontano dall’idea di assumere la responsabilità quotidiana di un coach.
Il campione ha spiegato che per avere un impatto reale un allenatore deve poter seguire un giocatore per almeno 20-25 settimane all’anno, una disponibilità che al momento non riesce a garantire. Pur evitando un impegno immediato, Federer non esclude del tutto di valutare in futuro ruoli legati alla guida del Team Europe alla Laver Cup.
Nel rivolgersi ad allenatori e genitori ha lanciato un invito alla calma: i giovani non vanno bruciati, perché il salto al livello internazionale può avvenire più tardi di quanto si immagini. Lo stesso Federer ricorda di essersi affermato a livello internazionale solo intorno ai 16-17 anni, dopo aver vinto i titoli nazionali under-12, under-14 e under-16.
Al momento la strada verso un suo coinvolgimento tecnico è quindi rimandata: la porta resta aperta, ma qualsiasi decisione dovrà fare i conti con gli impegni familiari e con i progetti che Federer sta portando avanti. Resta da vedere se e quando troverà il tempo per accettare un ruolo più operativo nel coaching o in veste di capitano alla Laver Cup.

