Roger Federer ha lasciato intendere che in futuro potrebbe ricoprire il ruolo di capitano non giocatore della Laver Cup e, parlando dal vivo a Londra, ha definito Carlos Alcaraz “un genio in campo”. Lo svizzero, presente alla Laver Cup 2026 come ospite, si è intrattenuto con Alcaraz e Andy Murray e ha riservato parole di approvazione anche per Rafael Jodar e Learner Tien, giocatori che lo hanno colpito per qualità e potenziale.
Per chi non segue la vicenda, il 2026 è stato un anno in cui più protagonisti si sono alternati al vertice e la condizione fisica ha pesato sulle stagioni dei singoli.
Federer ha sottolineato l’enorme pressione che grava sui giovani tennisti moderni e l’importanza di avere un team organizzato attorno al giocatore per gestire carichi, calendario e aspettative. Le sue osservazioni, arrivate tra chiacchiere da bordo campo e incontri informali con colleghi e nuovi talenti, sembrano indicare una transizione possibile: dalla racchetta alla guida tecnica e umana di una squadra di leggende.
Resta aperto il nodo pratico: la Laver Cup immaginata da Federer come evento in cui mettere la propria esperienza al servizio degli altri è un’ipotesi concreta solo a parole per ora. La domanda è se e quando il 20 volte campione Slam trasformerà l’intenzione in un impegno ufficiale.

