L’Inter ha attivato l’opzione unilaterale sul contratto di Federico Dimarco, prolungando la scadenza fino al 2028, ma la trattativa per il rinnovo si è complicata: il giocatore, assistito dal nuovo agente Arturo Canales, chiede un ingaggio da 7,5 milioni di euro a stagione, mentre la proprietà Oaktree non intende aumentare il monte ingaggi e preferisce contratti con componenti variabili legati ai risultati.
La vicenda era già nota e la negoziazione era in corso; Dimarco è rientrato dagli impegni fisici e resta una risorsa importante per la squadra. Ora però la distanza economica tra domanda e offerta è chiara: l’attuale stipendio del laterale è di 5,2 milioni annui, cifra su cui l’Inter ha costruito la proposta di base, mentre la richiesta avanzata dall’entourage punta a un salto consistente.
Oaktree ha fissato una linea salariale prudente che privilegia la sostenibilità e bonus legati agli obiettivi piuttosto che aumenti fissi massicci. Questo orientamento non riguarda solo Dimarco: la politica della proprietà influenzerà anche le trattative per i rinnovi di Marcus Thuram e Hakan Calhanoglu, rendendo più probabile l’ipotesi di proposte con importanti incentivi variabili al posto di ingaggi fissi superiori.
La situazione apre un bivio per l’Inter: trovare un compromesso economico che soddisfi il giocatore senza scostare il tetto salariale oppure mantenere la linea della proprietà, con il rischio di allungare i tempi o di vedere la trattativa aggravarsi. Nei prossimi giorni sarà decisivo capire se l’agente Canales accetterà formule miste di salario più basso e bonus, oppure manterrà la richiesta sui 7,5 milioni, con possibili ripercussioni sulle mosse di mercato estive della società.

