L’International Tennis Integrity Agency (ITIA) ha inflitto una squalifica di 24 anni al tennista serbo Stefan Milićević, fino all’8 ottobre 2050, oltre a una multa di 70.000 dollari. La notizia è riportata da iGaming Business, che documenta la decisione dell’organo anticorruzione internazionale.
Secondo l’ITIA, Milićević è stato ritenuto colpevole di aver combinato sei partite disputate tra il 2022 e il 2024; cinque di queste partite lo vedevano direttamente in campo. L’indagine ha inoltre accertato che il giocatore ha reclutato o tentato di reclutare altri professionisti in quella che l’agenzia definisce una rete corrotta.
L’ITIA segnala che Milićević non ha mai risposto né cooperato con gli investigatori nonostante sette tentativi di contatto. A valle dell’accertamento delle violazioni alle norme anticorruzione, la sanzione economica è stata fissata a 70.000 dollari, somma che si aggiunge al divieto prolungato di attività agonistica.
Per il settore delle scommesse, e in particolare per gli operatori che operano sul mercato italiano, la vicenda è un promemoria forte sulla necessità di rafforzare i controlli e i sistemi di monitoraggio delle attività sospette. La vicenda mette in luce come le indagini sulla integrità sportiva possano identificare reti che coinvolgono più atleti e creare impatti duraturi sui mercati di scommessa legittimi.
Resta da vedere come le autorità e gli operatori adegueranno procedure di compliance e sorveglianza alla luce di una sanzione così severa; sul piano pratico, però, il caso conferma un inasprimento dell’azione disciplinare dell’ITIA contro il match‑fixing nel tennis.

