John Lloyd ha avanzato due proposte radicali per alleggerire il calendario del tennis: spostare l’Australian Open a marzo e ridurre gli Slam al meglio dei tre set. L’ex giocatore ritiene che questi cambiamenti possano incidere sul carico di lavoro degli atleti durante la stagione.
Nel suo intervento Lloyd ha anche osservato che la pausa di fine stagione “dura al massimo sei settimane“, suggerendo che i margini di recupero tra una stagione e l’altra sono limitati. L’accostamento tra una finestra di sosta breve e l’introduzione di prove maggiormente compatte è il cuore della sua proposta.
Le due ipotesi toccano nodi sensibili del tennis moderno: lo spostamento dell’Australian Open a marzo sposterebbe il calendario dell’anno e modificherebbe la collocazione tradizionale del primo slam, mentre la riduzione dei match al meglio dei tre set inciderebbe direttamente sulla struttura competitiva dei tornei più prestigiosi.
Lloyd ha messo sul tavolo una riforma che punta a tutelare la condizione fisica dei giocatori attraverso modifiche di calendario e formato. Resta ora da vedere se la sua proposta incontrerà ascolto tra dirigenti e organizzatori, e quali nodi tecnici e organizzativi emergerebbero in sede di valutazione.

