Medvedev ad Almaty: «Djokovic mi aiutò agli inizi, ora cerco di aiutare i giovani»

A Almaty Medvedev ricorda il gesto di Djokovic nel 2017 e spiega il suo approccio a chi muove i primi passi: consigli solo se richiesti e aiuti soprattutto a chi mostra personalità.

Daniil Medvedev, Wimbledon

Daniil Medvedev, dal torneo di Almaty, ha ricordato che Novak Djokovic lo aiutò agli inizi della carriera offrendo un viaggio sul jet privato prima della sfida di Coppa Davis tra Serbia e Russia nel 2017. Il campione ha raccontato quell’episodio come esempio di sportività e sostegno tra colleghi.

Ha poi chiarito il suo atteggiamento verso i giovani: preferisce che siano loro a chiedere consigli spontaneamente, invece di imporre suggerimenti non richiesti. Allo stesso tempo ha ammesso che a volte prova ad aiutare i giocatori più giovani, in particolare quando apprezza la loro personalità e sente che il dialogo può essere produttivo.

L’occasione delle dichiarazioni è il torneo di Almaty; in precedenza Medvedev si era già espresso sul futuro del calendario ATP e aveva confermato il suo programma di fine stagione. Le parole sull’aiuto ricevuto e sul ruolo che oggi cerca di assumere disegnano il profilo di un giocatore attento anche al valore umano dello sport, oltre che alla competizione sul campo.

Resta aperto il nodo su come si costruiranno i rapporti tra campioni affermati e nuove leve nel contesto di un circuito in evoluzione, dove cambiamenti di calendario e nuove priorità organizzative potrebbero ridefinire tempi e occasioni d’incontro tra atleti di diverse generazioni.