Gli appassionati di ciclismo di tutto il mondo hanno questa data cerchiata in rosso sul calendario da mesi. La diciannovesima tappa del Tour de France 2026 segna l’inizio di un fine settimana storico e senza precedenti per la Grande Boucle: per la prima volta in assoluto, il gruppo affronterà due arrivi consecutivi sulla stessa montagna simbolo, l’Alpe d’Huez.
Il primo atto di questo incredibile dittico alpino, Venerdì 24 Luglio, parte da Gap e si sviluppa su un formato micidiale: appena 127,9 chilometri ma ben 3.500 metri di dislivello. Una tappa cortissima, nervosa ed esplosiva, pensata per far saltare il banco fin dai primi chilometri e incendiare la lotta per la Maglia Gialla prima della frazione regina del giorno successivo.
Il Percorso: nessun respiro prima dello “stadio a cielo aperto”
Il disegno della tappa è una trappola continua. Essendo una frazione breve, il ritmo si preannuncia forsennato sin dal chilometro zero. I corridori non avranno il tempo di scaldare le gambe prima di incontrare pendenze severe.
Il mostro finale: I 21 tornanti. Superato l’Ornon, i corridori arriveranno ai piedi del santuario del ciclismo a Bourg-d’Oisans. Davanti a loro si stagliano i 13,8 chilometri all’8,1% di pendenza media dell’Alpe d’Huez. Una salita che non ha bisogno di presentazioni, dove Fausto Coppi inaugurò gli arrivi in quota nel 1952 e dove centinaia di migliaia di tifosi trasformeranno la montagna in uno stadio a cielo aperto (con la celebre “curva degli olandesi” pronta a colorarsi di arancione).
I tre colli di preparazione: Si comincia subito a salire verso il Col Bayard (4,7 km al 7,2%), ideale per far partire la fuga del mattino. Nemmeno il tempo di rifiatare e si attacca il severo Col du Noyer (7,2 km all’8,5%), una ascesa vera che farà un’importante selezione nel plotone. Dopo una lunga transizione nella valle della Romanche, il gruppo supererà il Col d’Ornon (5,4 km al 6,4%).
Highlights 18ª Tappa Tour de France 2026 (VIDEO)
Tour de France 2026, dove vederlo in diretta TV e Streaming
Il Tour de France 2026 sarà visibile in chiaro grazie a Rai Sport, dedicandogli ampi spazi sia sui canali classici come Rai 2, che sul canale di Rai Sport, con le trasmissioni Tour di Sera e Tour di Notte. Sarà possibile seguire la Grande Boucle anche in streaming su Rai Play.
Inoltre, per chi volesse, ci sarà la possibilità di abbonarsi all’app di Discovery Plus per seguire il Tour sui canali lineari Eurosport 1 ed Eurosport 2 (disponibili anche su DAZN e Prime Video). Inoltre Discovery Plus garantisce un flusso continuo di diretta integrale, senza interruzioni pubblicitarie, dalla partenza all’arrivo. La vittoria di tappa e la conquista della prima Maglia Gialla saranno un affare tra i super-team che combinano specialisti del cronometro e scalatori esplosivi.
I Favoriti: il giorno dei “Titani della Montagna”
Sulle rampe dell’Alpe d’Huez, con la stanchezza di quasi tre settimane di corsa, non ci si potrà nascondere. Sarà un duello di puro logoramento tra i grandi dominatori delle vette.
I Super Favoriti
- Tadej Pogačar (UAE Team Emirates): Le tappe corte, intense ed esplosive sono il suo habitat naturale. Lo sloveno ha il cambio di ritmo letale per fare la differenza fin dai primi tornanti dell’Alpe, e vincere su una cima così leggendaria stampando un nuovo record di scalata è un obiettivo perfetto per il suo palmarès.
- Remco Evenepoel (Red Bull – Bora – Hansgrohe): Il belga punta molto sulla regolarità. Le pendenze dell’Alpe d’Huez sono dure ma costanti, senza gli strappi estremi che soffre di più. Evenepoel può impostare il suo ritmo da cronoman della montagna e puntare a un successo di immenso prestigio.
- Richard Carapaz (EF Education-EasyPost): Dopo aver trionfato nella tappa precedente sul traguardo di Merlette, l’ecuadoriano potrebbe avere nuovamente il coraggio per attaccare sul Col Bayard e resistere al ritorno del gruppo dei migliori fin sul traguardo. Ma la stanchezza potrebbe essere troppa anche per lui.
Le Possibili Sorprese
- Il fattore tattico della “Squadra B”: Con due tappe di fila sulla stessa montagna, squadre corazzate come la UAE o la Visma potrebbero decidere di mandare in fuga un loro “co-capitano” (come Isaac Del Toro o Matteo Jorgenson) per costringere gli avversari a inseguire, rimescolando completamente i piani per la vittoria di tappa.
- La crisi da fatica immediata: In una tappa così corta (meno di 130 km), chi dovesse approcciare il Col Bayard con le gambe ancora imballate o subire un blocco dopo la discesa del Col du Noyer rischia di perdere minuti preziosi ancor prima che inizi la vera salita finale.
Il Verdetto Giornalistico: La diciannovesima tappa è un concentrato di adrenalina pura. Il formato ridotto e la presenza dei 21 tornanti storici non permetteranno tatticismi esasperati. Chi ha le gambe per vincere il Tour de France 2026 dovrà dimostrarlo oggi, nell’arena più calda e spietata delle Alpi.