Luka Modric, 41 anni, è diventato l’assistman più ‘vintage’ nella storia del Mondiale: un traguardo che illumina una carriera già segnata da tappe importanti e da una longevità fuori dal comune. Questa cifra si somma alla sua quinta partecipazione iridata, un altro segnale della centralità tecnica e della resistenza fisica del capitano croato.
Nel curriculum di Modric ci sono momenti che raccontano la misura del suo percorso: alla Coppa del Mondo 2018 ha guidato la Croazia fino alla finale, affermandosi come leader della nazionale. Sul piano di club, con il Real Madrid ha centrato una serie impressionante di successi: 5 Champions League dopo i 30 anni e il record di essere il giocatore con più trofei nella storia del club.
Sul piano contrattuale la situazione è chiara e al tempo stesso interlocutoria: il contratto di Modric con il Milan scade il 30 giugno, e l’opzione per un’ulteriore stagione non è stata esercitata. A complicare e al contempo indirizzare il dibattito sul suo futuro è l’affermazione di Davor Suker, che ha detto apertamente che Modric tornerà al Real Madrid sicuramente.
Il risultato è un bivio evidente: da una parte l’esperienza e la continuità italiana con il Milan, dall’altra la forte prospettiva di un ritorno al club che ha fatto la storia della sua carriera. Il nodo da sciogliere ora è pratico e politico: quale delle due strade sarà percorsa e con quali tempi. Per il momento, Modric continua a scrivere record sul campo e a tenere aperta la pagina finale della sua carriera internazionale e di club.

