Scaloni ha rivelato che, prima di mandare in campo Lionel Messi contro la Giordania, gli ha detto semplicemente “esce Paz, entri tu”, senza aggiungere indicazioni tattiche. Questa secca frase del ct sottolinea la gestione diretta e senza fronzoli dell’ingresso del campione.
Il commissario tecnico, che aveva deciso di non schierare Messi dal primo minuto contro la Giordania, ha anche sottolineato come Messi non pensi ai record e preferisca comunque fare spazio ai compagni. Il risultato sul campo è stato chiaro: l’argentino ha segnato anche in quella partita, salendo a 6 gol complessivi nel Mondiale 2026 (5 nelle prime due gare più la rete contro la Giordania).
La doppia indicazione di Scaloni, pragmatica e affidata all’autorevolezza del giocatore, conferma come la gestione di Messi resti una carta fondamentale per l’Argentina: la sua entrata a gara in corso continua a essere pensata come un elemento che può cambiare l’inerzia della partita senza appesantirne l’organizzazione tattica.
Ora l’attenzione si sposta sui sedicesimi: l’Argentina affronterà Capo Verde e resta da vedere come Scaloni utilizzerà Messi in un turno a eliminazione diretta dove ogni scelta diventa meno elastica e più decisiva. Il nodo aperto è proprio questo: confermare la formula che finora ha dato risultati o optare per altre soluzioni nei minuti iniziali.

