Greg Rusedski ha attaccato con nettezza il calendario di Carlos Alcaraz, sostenendo che il numero uno dovrebbe ridurre le esibizioni e puntare sui tornei di maggiore rilievo.
Per chi non segue la vicenda da vicino: Alcaraz è recentemente tornato in campo dopo un problema al polso e ha disputato una serie di appuntamenti importanti, con risultati e rendimento ancora da stabilizzare.
Secondo Rusedski, a fronte di guadagni importanti — Alcaraz ha incassato 60 milioni di dollari lo scorso anno, sponsorizzazioni comprese — il giovane spagnolo dovrebbe evitare un calendario affollato di esibizioni. L’ex tennista britannico ha inoltre ricordato l’approccio di Roger Federer, che in carriera giocava circa 12 tornei all’anno e ne vinceva sette, come esempio di maggiore efficienza nella gestione della stagione.
Rusedski ha richiamato anche il filo cronologico recente: dopo l’infortunio al polso, Alcaraz è sceso in campo allo US Open, ha partecipato alla Laver Cup, ha giocato l’ATP 500 di Tokyo e poi il Masters 1000 di Shanghai. Per Rusedski questo accumulo di impegni, comprese le esibizioni, può essere controproducente per la continuità e la forma del campione.
Resta aperta la questione su come Alcaraz e il suo team calibreranno il calendario nei prossimi mesi: la scelta tra esposizione mediatica e conservazione delle energie per i grandi tornei rimane il nodo centrale del dibattito avviato dalle parole di Rusedski.

