Rennae Stubbs ha indicato come possibile causa del problema al polso di Carlos Alcaraz il recente cambiamento nella meccanica del servizio: un movimento del polso verso il basso, ispirato a quello di Novak Djokovic, che secondo la commentatrice potrebbe aver creato sovraccarico e dolori.
Per chi segue la vicenda, Alcaraz è rientrato dopo un lungo stop per un problema al polso e ha già colto un successo a Tokyo; a Shanghai ha battuto Juan Manuel Cerundolo ed è avanzato al terzo turno. Queste considerazioni fanno da sfondo alle osservazioni di Stubbs sul gesto tecnico.
La critica di Stubbs non è solo teorica: ha sottolineato che agli US Open 2026, nel doppio misto con Serena Williams, il servizio di Alcaraz mostrava meno potenza rispetto al passato. Durante lo swing asiatico lo spagnolo ha manifestato difficoltà al servizio e partenze lente; emblematico il dato contro Lorenzo Arnaldi a Tokyo, quando ha conquistato solo il 25% dei punti con la seconda di servizio.
Secondo Stubbs, migliorare il servizio sui campi veloci è indispensabile se Alcaraz vuole confrontarsi con giocatori come Jannik Sinner quando riprenderà a lottare per gli Slam. Il tema assume un rilievo particolare in chiave italiana: il calendario prevede il Masters 1000 di Parigi-Bercy, le ATP Finals a Torino e le Finals di Coppa Davis con la Spagna, tre appuntamenti che potrebbero rivelarsi decisivi per chiarire se il cambio tecnico sia sostenibile o se sarà necessario tornare su scelte più conservative per proteggere il polso.
Il nodo aperto resta la direzione che prenderà il lavoro tecnico e medico dello staff di Alcaraz: servirà tempo per verificare se l’adattamento del gesto produrrà miglioramenti sui campi veloci o se invece si tradurrà in nuove ricadute sul polso.

